All’inizio erano solo battute su come mi vestivo, su cosa dicevo, su come cucinavo poi le foto dei miei piatti pubblicate per deridermi davanti ai suoi amici.
È arrivato anche a registrarmi di nascosto mentre pregavo, e anche quando sgridavo mia figlia, come fa ogni madre, poi lo usava contro di me per deridermi e per dire che ero una madre di merda. I soldi in casa mancavano sempre e non si capiva mai dove andavano a finire, era dura a tirare a fine mese.
Il giorno più brutto è stato quando sono andata a prelevare e non riuscivo. Lui aveva bloccato il conto corrente dove arrivava anche il mio stipendio. Ero senza un euro. Senza comprare nemmeno il pane.
Ho capito che la violenza non è solo botte, come pensavo, ma è anche umiliarti e toglierti autostima e autonomia e farti sentire in trappola.
Riparo è una voce collettiva.
Uno spazio di ascolto e testimonianza che raccoglie storie anonime di donne, trasformando la parola in consapevolezza, riconoscimento e possibilità di rinascita.
